di Riccardo Masini /

Era da tanto che volevo provare questo titolo Hollandspiele e alla fine mi sono deciso. E’ ancora un po’ presto per trarne delle impressioni, come tutti i giochi della casa ha poche regole ma un numero enorme di intrecci e correlazioni nascoste, che richiedono più partite per essere comprese (tipo “Quando attaccare e quando fare solo Skirmish?”, o “Il bombardamento navale serve oppure no?”, e anche “D’accordo, adesso questa decina di migliaia di giubbe rosse in quale punto di questa landa selvaggia che chiamano America mi conviene farle sbarcare?”).
Però durante questa primo inizio di partita è successo:
– I Britannici sono arroccati a Boston e circondati da una marea di patrioti infuriati, che però mancano di due cosette piuttosto utili per sloggiarli di lì: la polvere da sparo e qualcuno che abbia la capacità di guidarli.
– Allora creiamo una bella linea di rifornimento da Albany, così gli portiamo sia l’uno che l’altro…
– Il leader ci arriva, e anche un po’ di polvere e fucili… però quei bei cannoni su a Fort Ticonderoga… hmm…
– Ecco, mandiamoci questi tizi qui che… ma porc, mannagg e dannaz… se li porto su spezzo la linea di rifornimento! OK… vediamo di fare così: intanto attacchiamo Boston con quello che abbiamo, mandiamo su i nostri a prendere i cannoni dal forte e vediamo che succede.
– Succede che l’attacco a Boston non adeguatamente rifornito fa cilecca. Pazienza, intanto i cannoni di Fort Ticonderoga li ho presi. Che dite? Come li riporto su i tizi senza i rifornimenti alimentari per muoverli, visto che la linea di rifornimento è spezzata? Beh, un altro turno di tempo e posso…
– I Britannici non mi lasciano un altro turno di tempo. Calano giù come furie dal Canada e si piazzano a Fort Crown Point. Certo, non sono riusciti ad arrivare in tanti perché pure loro hanno delle linee di rifornimento belle lunghe, però sono armati fino ai denti con tipo tutto l’arsenale che non è stato speso una ventina di anni prima contro i Francesi.
– Da Fort Crown Point parte la spedizione punitiva contro Fort Ticonderoga: i cannoni e la polvere del forte non saranno usati ma a Boston, ma dagli stessi uomini mandati a catturarli per difendersi! Le giubbe rosse usano il loro ultimo punto di rifornimento alimentare e si dovranno dunque fermare lì anche in caso di vittoria… in compenso, sono decisamente ben equipaggiati.
– In effetti gli Americani li hanno attirati in battaglia, hanno una buona posizione (se solo si fossero portati un rifornimento alimentare in più avrebbero anche potuto trincerarsi…), la situazione può anche andare ben… No, per niente. Gli Americani vengono travolti, gli arsenali del forte sprecati in un’inutile difesa e la sconfitta fa scendere il supporto alla causa, riducendo i nuovi reclutamenti. Magnifico.
– Almeno nella zona di New York i Patrioti approfittano del fatto che i Britannici sono concentrati più a Nord per occupare quasi tutte le postazioni vulnerabili sulla costa, tranne la zona sotto Fort Mifflin, che lascia Baltimora vulnerabile, ma che può essere facilmente isolata, specie se a Baltimora riescono a reclutare qualcuno (pesca casuale dei chit).
– E poi arriva il vero disastro. Da Boston i Britannici si stufano e lanciano una sortita verso Cambridge, punto esposto della linea di rifornimento americana… e la interrompono! A questo punto, tutte le guarnigioni diventano vulnerabili, bisogna raggrupparsi in due punti: davanti a Boston (con un esercito privo di munizioni che quindi sarà probabilmente costretto a ripiegare su Providence) e nella stessa Albany, attendendo la produzione di rifornimenti del prossimo turno.
– La Corona decide allora di concentrarsi sulla zona settentrionale facendo sbarcare la prima ondata di rinforzi. Si prepara anche a chiederne una seconda, che porterà da 3 a 4 il numero delle città necessarie per vincere, ma che potrebbe aprire il tanto atteso secondo fronte più a sud con un ulteriore sbarco.
La situazione finale dopo i primi due turni è piuttosto critica per il Patriota: supporto basso e posizione vulnerabile ad Albany, mentre Providence è messa meglio, per quanto bisognerà fare i conti con la fine dei periodi di arruolamento del turno invernale.
Il Britannico strategicamente è messo meglio in quanto a posizionamento delle truppe, ma non gli sarà facile ricreare delle linee efficaci per rifornirle, permettendogli di muoverle e farle combattere. Il secondo sbarco a sud sarà possibile dopo che un bombardamento navale avrà rotto la fin troppo sottile linea difensiva americana, ma le truppe sbarcate dovranno rapidamente conquistare delle città per avere accesso ai loro rifornimenti: anche questo compito non facile e piuttosto lungo.
Insomma, titolo molto interessante e diverso dal solito, che insegna davvero bene l’importanza delle reti logistiche! Crudele, non perdona sbagli, con tante asimmetrie sparse sia a livello tattico che di gestione delle risorse. Certo, l’idea che per vincere l’Americano debba andare a caccia di giubbe rosse e non il contrario è un po’ troppo vicina a certa cinematografia eroica degli eventi e molto funzionale al taglio che si è dato al gioco… però alla fine è chiaro che qui il focus è proprio su questa gestione del flusso di materiali e viveri, con l’aspetto politico presente sullo sfondo a modificare le condizioni di vittoria (Dichiarazione d’Indipendenza, ingresso dei Francesi, difficoltà del governo britannico nel giustificare i costi economici e umani di un’operazione progressivamente sempre più complessa).
Per ora mi sta piacendo, e non poco. Con la curiosità di provare il “fratello” dedicato al teatro meridionale, forse meno “regolare” e metodico di questo, ma anche con meno unità e quindi più manovra, una maggiore attenzione al supporto della popolazione locale e forse qualche imprevisto in più. Oh, e anche il generale Francis “Swamp Fox” Marion: la Volpe delle Paludi!
Ne riparleremo presto!


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