di Riccardo Masini /

Chickamauga.
Saluti dal Tennessee.

Primissime impressioni…
Leggero nelle regole. Densissimo nelle decisioni e nella gestione delle loro conseguenze. Davvero diverso rispetto a qualsiasi altra cosa. Molto dinamico e fluido, movimenti relativamente ristretto dalle aree comando, ma anche molto “naturali” e credibili.

Situazione alla fine del turno 1.
Passare il Chickamauga contro le divisioni di fanteria è quasi impossibile, ma coi distaccamenti ci si riesce e già ho forzato due valichi.
Forse ho fatto qualche movimento “strano” relativamente ai raggi di comando dei leader e sicuramente non sono le aperture migliori del mondo a questo sistema… Ma mi piace davvero tanto la sensazione di “naturale sviluppo” delle manovre e della battaglia che sto ricevendo dal gioco.
Molto diverso dal classico hex and counter, ma allo stesso tempo molto vicino ad un’esperienza da wargame tradizionale.

Ed ecco che “apprezzo” il sistema di comando. In un qualsiasi altro Wargame classico, con due valichi aperti sul Chickamauga, avrei spostato quanta più gente possibile verso Nord, su Chattanooga, che è l’obiettivo di scenario.
Qui no, perché fallisco il test di comando, quel “genio” di Bragg decide che deve consolidare il passaggio e resta in Battle Mode fermo sull’esagono: in pratica, tutte le unità in mappa devono muoversi o rimanere entro 5 esagoni dalla sua posizione.
Ma quando arriva il mitico Longstreet? Solo nel turno 4… Forse troppo tardi.

Ingaggi del turno 2.

Situazione al turno 3: sfondamento confederato al Dryer’s Mill!
Ora comincia la vera corsa per Chattanooga. I Nordisti devono assolutamente tappare la falla, ma gli ci vorrà almeno un turno per posizionare qualcosa di fronte alla linea sudista. Il XX Corpo non ha nulla di fronte a sé, è vero, ma non sarà semplice farlo arrivare in tempo per minacciare la linea sudista sul fianco.
Nel frattempo, si apre un nuovo varco sul Chickamauga, ma nei combattimenti al Dalton’s Ford, la divisione veterana di Breckinridge va in rotta e gli ci vorrà un’intera giornata per tornare in linea.
Ora la domanda è: quel cavolo di Bragg la smetterà di rimanere fissato sull’attraversamento del fiume al centro e capirà che si è aperta una prateria sul suo fianco destro?

La risposta per il Nordista purtroppo è sì, Bragg si sveglia e Chattanooga ora è minacciata da vicino. Si notino anche i due distaccamenti sudisti finora tenuti in riserva e piazzati al.momento giusto per bloccare la manovra di rientro nordista: anche la scelta di quando piazzarli è fondamentale, perché l’Unione li aveva inutilmente schierati prima e ora non ne aveva altri a disposizione per poter creare dei rallentamenti sulla strada per Chattanooga.
Chiudo qui questa prima prova, in quanto chiaramente l’esito è quasi scontato, visto il mio marchiano errore di lasciare Chattanooga così scoperta. L’errore però ritengo sia dovuto alla mia inesperienza con il sistema: se si ragiona troppo da hex and counter classico alla Blue and Gray davvero si pensa di avere tante possibilità di recupero, che qui invece non ci sono… ed è un bene!
Sensazione fortissima di uno sviluppo molto plausibile dello scontro, con grande eleganza del sistema nel gestire in maniera naturale dinamiche complesse come comando, scontri, creazione e sfruttamento di punti critici.
Bisogna però “disimparare” certe cose e ragionare in una maniera diversa. Per un sistema che impari in 15-20 minuti, anche meno se già ti sei impratichito coi titoli precedenti della serie, non è affatto male, anzi!
Ora ho una voglia matta di riprovarlo anche in questo stesso scenario, ma con scelte molto, molto diverse.

 


Secondo giro allo scenario di Chickamauga, Rebel Fury.
Situazione finale al terzo turno e questa volta, senza errori marchiani ma con decisioni di gioco più sensate, eccoci qui ad una posizione storicamente plausibile: dopo un primo momento critico con uno sfondamento al centro e la cavalleria di Forrest che va a minacciare la ferrovia di Chattanooga, il Nord dichiara un bel “non si passa” schierando i suoi distaccamenti in copertura dei passi oltre il Missionary Ridge e respingendo con forza le truppe sudiste sulla linea del Chickamauga Creek. Troppe le divisioni in rotta per tentare un secondo assalto realmente efficace.
Per i Confederati questo scontro è davvero duro, visto anche che quasi tutto il terreno è “defensible“. Serve molta decisione nei primi due turni e poi un pizzico di fortuna. La prima c’è stata (il varco alla fine del secondo turno era davvero pericoloso), la seconda meno.
Da notare il grande dispendio di artiglieria di entrambi: alla fine del primo giorno, erano state spese tutte le scorte (normalmente dovevano durare 2-3 giorni di battaglia). Con una spesa più oculata forse si avrebbero avuti risultati diversi, anche se il terreno comunque impone all’attaccante di usarla quasi sempre, e il difensore ha un forte incentivo a rispondere (personalmente, decido se usarla o meno quando la situazione chiaramente lo impone, tirando un dado al pari o dispari nei casi dubbi).
Il sistema si conferma finalmente perfezionato e calibrato a dovere, molto sfidante, con un’eleganza estrema che sposta la complessità dalla gestione delle regole al processo decisionale (dove dovrebbe sempre essere, secondo me). Ogni tanto succede qualcosa di “strano” nei movimenti dovuto alla natura dinamica ed interattiva del gioco, ma i vincoli sulle prossimità dei comandanti (fondamentale la decisione se metterli nel più efficace Battle Mode, o se piazzarli nel ben più versatile Maneuver Mode) e i bilanciamenti interni tendono a restituire situazioni molto credibili e “naturali” alla fine del turno.
Davvero bello, mi sta convincendo pienamente.
Ora devo solo capire se rimanere in zona e combattere a Chattanooga, oppure se decidermi finalmente ad affrontare Chancellorsville…
Turno 1.

Turno 2.

Turno 3.

“Vagavo per i campi del Tennessee…
Come vi ero arrivato, chissà?
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni
Attraversano il mare.”
(Franco Battiato, La Cura)
Setup iniziale dello scenario di Chattanooga per studio.
Almeno all’inizio, scenario molto più da “combattimento al coltello” su distanze ridotte, riprova della notevole varietà di situazioni gestite dal sistema e di scenari inclusi nel volume.

 


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