di Riccardo Masini /

War of 1812, Designer’s Edition.
Bill Molyneaux continua a sfornare i suoi wargame hex and counter, sì, ma anche ultrasemplici e basati su scenari con poche unità per parte. Quando dico ultrasemplici lo dico davvero, nel senso che alcuni scenari sono racchiusi in minimappe da una trentina di esagoni e con 5-6 unità a testa, spesso anche meno.
Minigiochi da 15-20 minuti l’uno, dunque, racchiusi in pack da più scenari, in questo caso addirittura 40 con altrettanti scontri della Guerra del 1812 (e confesso che di una buona trentina o anche più ne sono venuto a conoscenza solo grazie a questo titolo!).
Ottimi per la divulgazione, dunque, per far conoscere questo conflitto quasi ignoto da questa parte dell’Oceano, nonché per far vedere come i tanto temuti hex and counter in realtà siano una forma di gioco molto più accessibile e narrativa di quel che si creda.
Tutto bene, allora… ma per un wargamer come il sottoscritto, al quale sì piacciono i giochi semplici ma che vuole anche un po’ di “ciccia”, come può essere attrattivo un gioco del genere? Perché saranno pure piccini picciò, ma sono sempre 40…
E qui entra in campo un po’ di creatività del giocatore “attivo” e non solo utente passivo della simulazione. Proprio perché sono piccoli, significa che ne posso giocare di più in una serata. Proprio perché sono tanti, significa che possono essere suddivisi in gruppi, come in effetti già ha fatto l’autore. Proprio perché sono in sequenza, significa che possono essere collegati ad un sistema a punti o addirittura ad un piccolo regolamento di campagna che riporti alcune conseguenze degli scenari precedenti a quelli successivi.
Di sicuro, posso cominciare a giocarmeli uno dietro l’altro, dal n.1 al n.40 per vedere l’evoluzione di questo conflitto, godermi i loro tanti racconti brevi come le novelle di un antologia e saperne di più su tutti questi fatti davvero poco noti. Così mi farò la mia personalissima “storia” della Guerra del 1812, con conoscenze e consapevolezza da riportare magari anche nella mia prova dei due scenari di un sistema più ampio ed elaborato presenti nell’ultimo Strategy & Tactics. Oppure ampliando le mappe, stampando altri segnalini, ingrandendo gli ordini di battaglia… inventando nuove battaglie…
Insomma, cominciando prima a “sentire” il gioco in maniera diversa, vivendo perfino le regole già scritte con un altro spirito e un’altra intenzione. E poi per le aggiunte e le varianti si vedrà.
Questi sono i frutti di un approccio attivo, libero e creativo al gioco storico: giocare con la Storia in ogni modo possibile, espandendo l’esperienza anche al di là delle regole del gioco stesso.


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