
di Massimiliano Malerba /
Non si parla abbastanza di Caesar: Rome vs Gaul, un gioiello per due giocatori a firma Simonitch.
Il gioco ripercorre le campagne in Gallia di Cesare dal 57 al 52 AC.
Le meccanica di gioco, che fa eco all’altra opera di Simonitch, Hannibal, altrettanto valida, è basata sul CDG (Card Driven Game). 55 carte, un mazzo comune, guidano le azioni strategiche del Gallo e del Romano a turni alterni. Preceduta dalla fase di rinforzi e seguita da quella degli acquartieramenti invernali (d’inverno non si combatteva), la fase di azione per turno prevede otto carte (round) a testa. L’impresa per Cesare non è semplice, perché sebbene egli inizi con il comando di otto legioni e due legati, ben presto le tribù galliche inizieranno a coalizzarsi e premere contro i confini della Provincia romana (le regioni del sud a ridosso dell’Aquitania). Ogni turno il gallo ha la possibilità poi di usare il concilio gallico (tribù e segnalini di influenza messi da parte) e sollevare di nuovo le tribù sottomesse da Cesare per rivitalizzarle sul territorio, il che aggiunto alle tre tribù di rinforzi può tradursi in una vera e propria marea tracimante. Cesare deve agire in fretta, conquistando città fortificate con assedi e togliendo di mezzo le tribù (gli forniranno punti vittoria).
La meccanica CDG è quella consolidata inventata da Herman, si giocano i punti operazione oppure l’evento (o tutti e due come bonus). Alcuni eventi sono utilizzabili solo da una delle due parti.
Ogni turno dei sei a disposizione Cesare dovrà riportare al senato il resoconto delle sue imprese e se non avrà guadagnato un minimo di punti governo, Roma potrebbe anche togliergli l’imperium. Insomma, un bel meccanismo di soglia e ricompensa che mette pressione al romano e lo tiene sempre alle strette.
Il gioco è magnifico e rende bene anche in solitario: è prevista infatti una modalità che usa il CDG solo rules inventato da Stuka Joe (disponibile gratuitamente in print&play), che tenendo conto anche delle carte sorpresa e “interrupt” restituisce una esperienza appagante e sfidante.
Terminiamo citando la mappa, un vero capolavoro: ci sono tutti i dettagliatissimi territori delle regioni celtiche, belgiche, aquitane, britanniche e germaniche (queste ultime due un po’ stilizzate), con le relative tribù di appartenenza.
Che bellissimo gioco, questo De Bello Simonitchum!


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