
di Giuseppe Mangialardi /
Io continuo imperterrito nel perorare la causa del gioco storico nella piccola community che frequento.
Questo giugno, dopo aver fatto provare La Famiglia (un renactment della Seconda Guerra di Mafia, gran gioco) e l’imperituro Time of Crisis (con il quale ho portato subito gli astanti a giocarci a nastro su Rally-the-troops.com), l’altra sera è stato il turno di New Cold War.
Che dire? Eccellente. Stessa meccanica card driven del seminale Twilight Struggle ma meno complesso, più breve nella durata ma che mantiene quella stessa fragranza di storia che si dipana sotto i tuoi occhi.
Gli autori sono stati bravi a cogliere lo zeitgeist. Niente Defcon, niente tracciato spaziale, ma un tracciato del prestigio (la reputazione internazionale) che fa fare punti ed uno dei media (l’opinione pubblica) che influenza il prestigio ed il globale scoring. Questo non avviene tramite carte ma a turni ben definiti (fine di ogni decade, dopo tre turni), mentre quello delle subregion si fa alla fine di ogni turno e vale solo una volta per partita.
Fin qui differenze significative e adatte all’epoca che si vuole rappresentare ma il vero twist del gioco è l’interazione dei giocatori.
Si gioca a coppie come blocchi (US/EU da una parte vs Cina/Russia dall’altra). Alcune cose dipendono dal blocco (media track, influenza nelle Orbit countries) altre solo da stessi (scoring e prestigio), ma soprattutto si vince da soli. Per cui saremo portati a collaborare con il nostro alleato (ad esempio a far salire il media track) ma rimane sempre un nostro competitor. Se lo vediamo in fuga potremo fargli degli sgambetti. Come? Qua un’altra meccanica geniale. All’inizio di alcuni turni dovremo scambiarci una carta dalla mano. Poiché la meccanica “gioco gli OP, l’altra fazione gioca l’evento” è mantenuta anche per gli alleati di blocco, possiamo passare al nostro alleato una carta con un nostro evento e tenerci in mano una con punti OP. Giocandola lui così lui si prenderà i punti OP e lui l’evento. Ma possiamo anche rifilargli una sua carta evento cosicché debba decidere tra i punti e l’evento e, tenendo conto che esistono anche carte con eventi di fazione negativi, dargli anche qualche bel “pacco”.
Questo sistema è veramente geniale, si guarda al lato opposto come al “nemico” mentre si cerca di pianificare una strategia comune avendo però chiaro in testa che il nostro alleato ha una sua agenda che potrebbe essere anche (anzi quasi sicuramente a partita avanzata) a nostro discapito.
Per il resto il mazzo è ricco, gli eventi significativi delle ultime tre decadi ci sono tutti ma si potrebbe tranquillamente espandere.
L’unico potenziale difetto è che le fazioni non sembrano bilanciatissime. US partono fortissimo (giustamente) mentre Russia e Cina ce ne mettono a carburare, ma mentre la Russia da metà partita può dire la sua la Cina rimane sempre molto staccata e sembra che ci siano pochi eventi a suo favore nel mazzo (dalla partita e da quel che ho potuto vedere studiando il mazzo). Questo lo dice anche l’autore nelle note, se lasciato “unchecked” lo statunitense è destinato alla vittoria. Probabile che giocare il cinese richieda delle strategie ben precise.
Vedremo, sicuramente ritornerà sul tavolo velocemente vista la soddisfazione degli astanti

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