
di Salvo Bellingheri /
OFF-DUTY
“Grazie per avermi accolto tra di voi…” “Grazie…”
Ma come e’ possibile essere cosi stupidi? E’ normale che hanno riso quando l’ho detto. Mia madre mi ha sempre detto: “Sii gentile con gli altri e loro lo saranno con te”… Ma forse era per altre occasioni.
Sono qui alla base da una settimana e per fortuna, dopo questo piccolo e imbarazzante “incidente” i ragazzi mi hanno fatto sentire come in una famiglia. Pensavo di essere il più piccolo del gruppo ma Ethan Chapman, l’Operatore Radio, ha la mia stessa età.
Oggi ho seguito i meccanici per imparare qualcosa sulla manutenzione del nostro bestione o bestiolina visto che hanno battezzato il nostro Lancaster…. Sweetie. Uno dei meccanici mi ha mostrato come riparare e oliare i meccanismi della mitragliatrice a 4 canne nella mia postazione in coda. Mentre eravamo in manutenzione, Irvine Wright il nostro mitragliere dorsale, mi ha chiesto se volevo unirmi in una partitella a cricket contro l’equipaggio del Lancaster King. Ho accettato solo per vedere fino a che punto ricordavo come si gioca.
Devo dire che Ray Brown, il nostro navigatore, è un ottimo battitore e per la miseria quanto è veloce! Nonostante la guerra, vedere cosi tanti sorrisi mentre si gioca una partita a cricket, ti allevia quella piccola ansia che ti accompagna sempre. Abbiamo perso per un punto di scarto e Ray mi ha detto che non me la cavo male. Forse quando giochi per anni con i tuoi amici e’ difficile dimenticare come si gioca. Mi ha chiesto se mi andava una birra al paese qui vicino dove c’è un piccolo locale. Potevo dire di no?
Il locale era abbastanza grande per un paesino del genere e c’era anche una signora che cantava accompagnata da un ometto che suonava il piano.
Ci siamo seduti io e gli altri dell’equipaggio sul lato sinistro del locale, che si allargava più del lato destro. Neanche il tempo di sederci e un membro dell’equipaggio del King è venuto a sfotterci per la partita che abbiamo perso. Devo dire che prima che arrivasse al nostro tavolo è arrivata la sua puzza di Rum. Ho visto Ray scattare in piedi con i pugni serrati ma Steve Knight, il nostro pilota, si e’ alzato ed ha bloccato con la mano il polso di Ray. Ha sorriso al membro del King e sicuramente ha evitato una rissa che in qualche modo avrebbe rovinato quella bella serata.
Si, posso dire che e’ stata una bella serata nonostante il piccolo “incidente” che mi è capitato con una delle cameriere. Avevo appena preso un bicchiere di birra al bancone per portarlo al tavolo e per paura di versarlo ne ho bevuto un sorso mettendo sul mio viso un bel paio di baffi di schiuma.
Appena mi sono girato, per andare verso il nostro tavolo, stavo per scontrarmi con una delle cameriere. Appena mi ha visto ha sorriso e subito dopo una piccola risata indicandomi il viso.
Ho guardato per un attimo lo specchio del bancone e sono diventato tutto rosso… che figura!
Lei ha preso un tovagliolo, dal vassoio che stava portando, e me lo ha porto sempre sorridendo. In quel momento il mio fiato si è interrotto per un attimo solo per sentire il suo profumo: sono rimasto incantato. Ho preso coraggio e mi sono presentato e anche lei ha ricambiato con una piccola vocina: “Emily”. Mi ha sorriso nuovamente ed ha continuato il suo lavoro. Solo quel profumo mi ha fatto sentire estraneo alla situazione in cui mi trovo. Ma i pensieri principali spingono sempre per farsi avanti e così ho iniziato a pensare al briefing di domani e alla missione successiva. Per oggi penso sia tutto.
OPERATIONS – MISSION 1
Come posso scrivere. Non so come ci riesco. Sbucati dal nulla! Ecco come sono arrivati i Banditi… dal nulla! Eravamo in volo da… non so quanto e si sentiva solo il rombo dei motori. Poi all’improvviso in radio: “BANDITI!”. Mi e’ quasi venuto un infarto quando ne ho visto uno vicino che ha iniziato a mitragliare ma ho reagito prontamente ed ha virato. Eravamo quasi arrivati sul bersaglio quando una mitragliata sulla destra del nostro aereo ha fatto urlare il nostro mitragliere dorsale Irvine. Ha urlato in radio inveendo contro uno dei nostri equipaggi che sul nostro lato destro, per colpire un bandito in virata, ha mitragliato noi! Jake, il nostro copilota, ha cercato di riportare la calma, perché eravamo quasi arrivati all’obiettivo. E come tutto iniziò all’improvviso tutto finì nello stesso modo. I Banditi erano andati via e restava solo il rombo dei motori ma purtroppo era tutt’altro che finita. La contraerea iniziò a sparare in modo pesante. Non avevo mai visto nulla di simile e avevo il cuore in gola. Arrivammo sull’obiettivo e Cedric Clark, il nostro puntatore, sganciò le bombe. Era fatta pensai…ma non era così. Sentii il nostro bombardiere inclinarsi velocemente e nella radio udii Steve dire: “Togliamoci via da qui, non ci vogliono a questa festa!”. Neanche qualche minuto e un colpo di Flak scosse violentemente tutto l’aereo. Uno dei nostri motori fu colpito e venne avvolto dalle fiamme. Steve cercava di controllare il volo e io cercavo di scrutare alla ricerca di banditi e mi assalì il terrore quando vidi che la mia mitragliatrice non dava segni di funzionare. Probabilmente il motore in fiamme aveva danneggiato il sistema idraulico ma nel mentre che armeggiavo furiosamente nel tentativo di fare qualcosa, vidi in basso a destra uno dei nostri equipaggi esplodere in una nuvola di fiamme. Non ho visto paracadute. E’…è stato orribile.
Avevamo lasciato tutto quel caos dietro di noi ma Sweetie non era messa bene. Molti sistemi idraulici danneggiati, perdita di carburante. Perdevamo anche quota e si vedeva. Steve allora urlò di aggrapparci forte a qualunque cosa. Dovevamo ammarare perché non saremmo riusciti a raggiungere la base.
Il segnale di soccorso era già stato inviato quando impattammo sulle onde del mare. L’acqua era davvero fredda ma la nostra marina al largo delle nostre coste è davvero efficiente. In pochissimo tempo un cacciatorpediniere ci ha tratto in salvo. Siamo rientrati alla base tutti sani e salvi e ci daranno un nuovo bombardiere.
Non ho paura, ma una dose di ansia per il prossimo volo si. Quella ce l’ho.
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Tail End Charlie è un journaling wargame. Ne ho giocato tanti di journaling game ma questo è il primo con ambientazione storica, in particolare nella seconda guerra mondiale, incentrata sul ruolo infausto e spesso considerato il peggiore come mitragliere di coda
su un Lancaster. Per chi non lo sapesse un journaling game è un gioco in cui si interpreta qualcuno tenendo un diario personale in cui si scrivono i propri sentimenti, ciò che ti accade nella giornata, le tue speranze e cosi via. In un diario di solito si scrive cio’ che si pensa ma in un Journaling Game ci sono delle guide di “ispirazione”. Queste possono essere tabelle…dadi e cosi via. Nel caso di Tail End Charlie si gioca con una mazzo di carte da poker e l’ispirazione e’ data da pattern preimpostati associati ai semi e valori delle carte. Il gioco e’ diviso in due sezioni fondamentali: OFF-DUTY e OPERATIONS. Il mazzo da gioco infatti e diviso in due: QUADRI E CUORI per l’Off-Duty e PICCHE E FIORI per le Operations.
La prima parte OFF-DUTY riguarda la vita del nostro personaggio fuori dal servizio che sia ricreazione cosi come un eventuale storia romantica. La parte Operations riguarda la missione che si svolge sul proprio velivolo. Si pescano 5 carte per ogni svolgimento di sezione e si guardano i pattern associati e su quelli si crea la storia.
Devo dire che mi piace come gioco come del resto gli altri del suo genere. Se si ha voglia di scrivere e narrare come in un gioco di ruolo avendo anche uno scenario come quello della seconda guerra mondiale allora questo gioco fa per voi. Il gioco infatti permette la narrazione sia in prima persona che in terza persona, come se voi foste il narratore che racconta la storia del giovane mitragliere. L’autore consiglia per una narrazione più immersiva di arricchire il gioco con foto… cartoline e quant’altro di quel periodo. E’ una bella pensata ma un po’ troppo eccessiva anche per me
Per essere un Print and play ha una piccola bibliografia ben nutrita, tanti cenni storici e curiosità sul gergo usato sui velivoli.
Il gioco è frutto di una piccola campagna kickstarter ed ora è a disposizione per l’acquisto un po’ ovunque e lascio i link sotto:
https://www.drivethrurpg.com/de/product/518851/tail-end-charlie
https://www.philibertnet.com/en/solo-rpg/160946-tail-end-charlie-9781915344168.html
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Tail End Charlie è un journaling wargame. Ne ho giocato tanti di journaling game ma questo è il primo con ambientazione storica, in particolare nella seconda guerra mondiale, incentrata sul ruolo infausto e spesso considerato il peggiore come mitragliere di coda
su un Lancaster. Per chi non lo sapesse un journaling game è un gioco in cui si interpreta qualcuno tenendo un diario personale in cui si scrivono i propri sentimenti, ciò che ti accade nella giornata, le tue speranze e cosi via. In un diario di solito si scrive cio’ che si pensa ma in un Journaling Game ci sono delle guide di “ispirazione”. Queste possono essere tabelle…dadi e cosi via. Nel caso di Tail End Charlie si gioca con una mazzo di carte da poker e l’ispirazione e’ data da pattern preimpostati associati ai semi e valori delle carte. Il gioco e’ diviso in due sezioni fondamentali: OFF-DUTY e OPERATIONS. Il mazzo da gioco infatti e diviso in due: QUADRI E CUORI per l’Off-Duty e PICCHE E FIORI per le Operations.
La prima parte OFF-DUTY riguarda la vita del nostro personaggio fuori dal servizio che sia ricreazione cosi come un eventuale storia romantica. La parte Operations riguarda la missione che si svolge sul proprio velivolo. Si pescano 5 carte per ogni svolgimento di sezione e si guardano i pattern associati e su quelli si crea la storia.
Devo dire che mi piace come gioco come del resto gli altri del suo genere. Se si ha voglia di scrivere e narrare come in un gioco di ruolo avendo anche uno scenario come quello della seconda guerra mondiale allora questo gioco fa per voi. Il gioco infatti permette la narrazione sia in prima persona che in terza persona, come se voi foste il narratore che racconta la storia del giovane mitragliere. L’autore consiglia per una narrazione più immersiva di arricchire il gioco con foto… cartoline e quant’altro di quel periodo. E’ una bella pensata ma un po’ troppo eccessiva anche per me
Per essere un Print and play ha una piccola bibliografia ben nutrita, tanti cenni storici e curiosità sul gergo usato sui velivoli.
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P.S. Il gioco è tutto in inglese.


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