di Riccardo Masini /

Era per noi quasi inevitabile, trovandoci in zona, fare un passaggio al Lago Trasimeno, originariamente per passare una bella mattinata a passeggiare per Castiglione, ma poi su impulso di Benedetta (#ludopartnerpazienti!) abbiamo aggiunto anche una visita a Tuoro, il paese sorto nelle vicinanze del luogo della celebre battaglia che vide Annibale distruggere un’intera amata consolare sulle rive del lago.
Eravamo già stati a Tuoro anni fa, trovando però il museo della battaglia chiuso e in ristrutturazione. Stavolta, però, sul gruppo WhatsApp di LS Roma abbiamo cominciato a parlare del recente riallestimento della struttura, e la nostra inossidabile Benny ha trovato una serie di ottime risorse online tra sito e video su YouTube che ci hanno fornito tutte le indicazioni necessarie.
In pratica, il nuovo museo ora si trova in Piazza Garibaldi, 7, nei pressi di un belvedere che fornisce una visuale pressoché perfetta della conca ove si è svolta la parte principale dello scontro. Per arrivarci, basta lasciare l’auto nel parcheggio libero in Via Pascoli, 1, situato a pochi minuti di camminata tra le belle vie del paese.
Una volta arrivati, ci troviamo di fronte ad un museo molto piccino (due/tre sale) ma con un apparato multimediale estremamente ben fatto e con informazioni molto chiare, corredate da ottime mappe. Il tutto viene introdotto da un bel diorama con miniature della battaglia (ho dovuto costringermi a non tirare fuori dadi e righelli per giocarci una partita!), presentato da una giovane e ed espertissimo addetta che ci ha guidato nell’analisi puntuale dello scontro (almeno secondo la teoria del 1960 su cui si basa il diorama).
E proprio alle diverse teorie è dedicato il pannello audiovisivo della seconda aula che ci presenta le tante ipotesi sullo scontro susseguitesi nella storiografia, dalla fine dell’Ottocento fino a quelle più recenti del Brizzi (2006). E qui scatta l’applauso, perché vedere le diverse ipotesi storiografiche di uno scontro con tanto di mappa dinamica e posizionamento preciso delle truppe non è assolutamente cosa da tutti i giorni! In più, la terza sala ospita anche alcune riproduzioni di armi e armature curate dai gruppi di reenactor locali che periodicamente rievocano la battaglia, a disposizione dei visitatori anche per avere un ricordo tattile e diretto della visita.
Ben curata la piccola libreria interna, nella quale troviamo alcuni testi base sulla battaglia (sì, c’è il Brizzi ovviamente!) e su altri elementi della storia del territorio.
Dalla piazza del belvedere al di fuori il museo parte anche il percorso della battaglia, ora riorganizzato, debitamente mappato e in parte percorribile anche in auto. E ovviamente noi ludostorici romani stiamo già pensando ad una bella scampagnata autunnale!
Che dire, questo è il modo di valorizzare il luogo storico di una battaglia. Con buoni investimenti, risorse mirate e tanta tanta cura e passione.
Ma l’emozione di vedere di fronte a sé la conca della battaglia subito dopo aver fatto l’esperienza intellettuale del museo… beh, quella è indicibile.
(E adesso via a rileggermi il modulo GBOH sul Trasimeno di Gian Carlo Ceccoli , uscito su C3i!)

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