
di Giuseppe Mangialardi /
Dopo tre anni e mezza in nafta riesco finalmente a mettere su strada Imperial Struggle.
Partita durata cinque ore e mezza ed andata avanti ad oltranza fino a notte fonda, ma ci ha regalato una grande esperienza. Come inglese, la spunto alla fine grazie ai territori rubati in India al francese.
Quanto c’entra col suo predecessore Twilight Struggle? Direi quanto l’acqua con l’olio. TS è un gioco lungo ma dal turno snello, si giocano carte secondo la nota modalità per shiftare le influenze nei vari continenti. Qua il gioco è molto più stratificato: si gioca per l’influenza nei continenti (che fanno punti a ogni turno), si gioca per il predominio commerciale, in alcuni turni si giocano le guerre (Successione Spagnola, Successione Austriaca, Guerra dei 7 anni, Indipendenza Americana). Devi giocare su più fronti e, per farlo, usi punti azione diversi: politici, economici e militari. Ci sono le flotte. Ci sono le carte, ma si giocano solo se innescate e, col bonus, solo se si ha la parola chiave. Le parole chiave si ottengono tramite le carte ministro, che offrono anche azioni potenziate e/o nuove. Avere determinati territori di accesso alle tessere vantaggio, bonus che si possono usare una sola volta per turno. Insomma, c’è tanta ma tanta roba, ma, incredibilmente, il gioco gira benissimo. E restituisce il sapore storico alla grande: la guerra dei Sette Anni l’ha vinta Federico il Grande, la guerra di indipendenza Washington, l’India è diventata roba britannica abbastanza presto. Ovviamente accadono cose non avvenute ma plausibili: ad es., i francesi avevano l’egemonia sul mare e un predominio sui Caraibi, ma, in generale, il gioco rende benissimo l’atmosfera del periodo.
Peccato che il gioco sia stato un po’ snobbato (su Vinted te lo tirano appresso), secondo me per la sua mole (e la scarsa ergonomia) più che per la sua complessità, però merita davvero. Tanta tanta roba.

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