
di Marco Pisanò /
Ci sono giorni in cui Omnia Mundi sembra congiurare contra Nostra Felicitas.
Il trasportatore perde un bancale destinato ad un cliente (non un pacco Amazon…. un bancale EPAL 80x120x170…), il telecomando del cancello si suicida gettandosi dalla scrivania contro una mattonella, per sostenere la figlia in Fisica ti dimentichi la pasta sul fuoco e arriva a tavola non al dente…
Il divano esercita una forza magnetica tipo sirene che invitano la mia anima naufragata al riposo.
So che sarebbe arduo anche solo tentare di calcolare le somme di valori di attacco + valore di carta + modificatori del terreno…
Ma la tecnologia agevola e così col compagno di merende apriamo LnL su STEAM e il mio cervello inciampato può concentrarsi unicamente su come scardinare il dispositivo difensivo dei marines terrorizzati nelle loro buche usando sapientemente le mie addestratissime compagnie d’attacco tedesche. Driblando le linee di tiro con sagaci fumogeni e facendo cantare le mie MG sulle note della Cavalcata delle Walkirie. La mia mente viene accarezzata dall’inebriante brezza dei Giusti senza aver mai dovuto usare le dita per calcolare modificatori o probabilità di successo.
So che molti in questo gruppo aborrono il gioco online.
E sicuramente manca del calore umano che offre l’interazione al tavolo.
Sicuramente non ho potuto crogiolarmi guardando il muso lungo di Daniele Chelucci che osserva sconfortato le sue certezze sgretolarsi sotto il maglio dei miei STUG III.
Ma nulla di quanto l’autore intendeva offrire concependo l’opera ludica è andato perduto nella trasposizione tecnologica.
E non percepisco negativamente il fatto che il PC risolva per noi i lanci dei dadi e li aggiusti con tutti i modificatori del caso, restituendo immediatamente solo il risultato.
Senza fatica.
Alla fine è un po come avere un master al tavolo che arbitra e… è un nostro amico…. lavora per noi.
Non è Skynet e non prenderà il mio posto di lavoro…
Ma soprattutto, se non ci fosse questa tecnologia, non potrei regalarmi una piacevole serata in compagnia di un ragazzo che abita a 500km da me.
Il trasportatore perde un bancale destinato ad un cliente (non un pacco Amazon…. un bancale EPAL 80x120x170…), il telecomando del cancello si suicida gettandosi dalla scrivania contro una mattonella, per sostenere la figlia in Fisica ti dimentichi la pasta sul fuoco e arriva a tavola non al dente…
Il divano esercita una forza magnetica tipo sirene che invitano la mia anima naufragata al riposo.
So che sarebbe arduo anche solo tentare di calcolare le somme di valori di attacco + valore di carta + modificatori del terreno…
Ma la tecnologia agevola e così col compagno di merende apriamo LnL su STEAM e il mio cervello inciampato può concentrarsi unicamente su come scardinare il dispositivo difensivo dei marines terrorizzati nelle loro buche usando sapientemente le mie addestratissime compagnie d’attacco tedesche. Driblando le linee di tiro con sagaci fumogeni e facendo cantare le mie MG sulle note della Cavalcata delle Walkirie. La mia mente viene accarezzata dall’inebriante brezza dei Giusti senza aver mai dovuto usare le dita per calcolare modificatori o probabilità di successo.
So che molti in questo gruppo aborrono il gioco online.
E sicuramente manca del calore umano che offre l’interazione al tavolo.
Sicuramente non ho potuto crogiolarmi guardando il muso lungo di Daniele Chelucci che osserva sconfortato le sue certezze sgretolarsi sotto il maglio dei miei STUG III.
Ma nulla di quanto l’autore intendeva offrire concependo l’opera ludica è andato perduto nella trasposizione tecnologica.
E non percepisco negativamente il fatto che il PC risolva per noi i lanci dei dadi e li aggiusti con tutti i modificatori del caso, restituendo immediatamente solo il risultato.
Senza fatica.
Alla fine è un po come avere un master al tavolo che arbitra e… è un nostro amico…. lavora per noi.
Non è Skynet e non prenderà il mio posto di lavoro…
Ma soprattutto, se non ci fosse questa tecnologia, non potrei regalarmi una piacevole serata in compagnia di un ragazzo che abita a 500km da me.

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