
di Enrico Musante /
Dopo anni dalla mia prima (e ultima, fino all’altro giorno) partita, finalmente siamo riusciti ad intavolare PANZER (GMT).
Giovedì scorso, nella saletta in pieno centro di Pavia, durante la serata di Ludostoria Pavia (la sezione dedicata al gioco storico dell’associazione Aerel), un socio ha portato la sua copia di questo gioco, deciso a provarlo. Aveva già letto il manuale, mentre io mi ricordavo ancora sommariamente come funzionava, quindi abbiamo iniziato ad intavolarlo. Un terzo socio, incuriosito, si è avvicinato ed è stato immediatamente coinvolto.
Quando circa, una decina di anni fa, mi sono riavvicinato al wargame, l’ho fatto a causa della mia passione per i carri armati (quando gareggiavo nella divisione sotto i 14 anni avevo vinto qualche premio nei concorsi di modellismo statico che si svolgevano a quei tempi) e Panzer è stato uno dei primi giochi che avevo voluto provare. Poi, per mancanza di avversari, ero passato ad altri giochi, ma ho sempre sperato di poterlo riprovare.
Sapendo che lo avrebbe portato, anch’io mi sono portato da casa un modellino, che però ho acquistato già montato e colorato (dopo oltre 45 anni, ho perso un po’ la mano). La partita (due giocatori contro uno) è stata molto equilibrata, anche se il russo non ha MAI vinto l’iniziativa. Una volta ha fatto 50 e ha esclamato: questa volta ho il 50% di possibilità! Io ho tirato a mia volta, e ho fatto 51… Per fortuna i suoi tiri per colpire erano più “fortunati” e alla fine nessuno dei due schieramenti aveva più abbastanza carri da poter soddisfare le condizioni di vittoria.
Nonostante avessimo giocato praticamente con le sole regole base, sono sicuro che ne abbiamo sbagliate più di una, ma il nostro scopo non era quello di riprodurre uno scontro il più fedele possibile, quanto quello di immaginare questi equipaggi che lottavano all’ultimo sangue per soddisfare gli ordini che gli erano stati impartiti.
Una serata divertentissima, che speriamo di replicare al più presto (anche perché tutti e tre sapevamo cosa rappresentasse il modellino che avevo portato, ed abbiamo riso tutto il tempo immaginando gli scontri tra i nostri carri come se si svolgessero in quell’ambientazione).

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