
di Lorenzo Nannetti /
Luogo: Taiwan
Anno: 202x
Il Partito Progressista Democratico ha vinto nuovamente le elezioni presidenziali con un programma che, pur non menzionando mai la parola “indipendenza” ha giocato sull’identità taiwanese della popolazione, soprattutto quella giovane.
Beijing ha risposto con una massiccia esercitazione aeronavale attorno all’isola, condita da messaggi circa l’inutilità e la pericolosità di ogni velleità indipendentista.
Come al solito.
E, come al solito, il mondo osserva preoccupato ma fiducioso che anche quest’ennesima fiammata di tensione si riduca progressivamente. Come avvenuto tante altre volte…
…fino all’esplosione di un aereo da ricognizione Y-8 cinese a nordest dell’isola.
Beijing accusa quelli che definisce “leader indipendentisti” di aver attaccato. I leder di Taipei, attoniti, negano. Ma l’aereo è distrutto, i relitti sono identificati.
Beijing richiede che il nuovo presidente e i suoi principali ministri si consegnino per essere processati. Finché questo non avverrà, la Cina imporrà una quarantena attorno all’isola.
Taiwan lo chiama “blocco” e lo dichiara illegale. Non sa spiegare cosa sia accaduto, chiede un’inchiesta internazionale. Ma Beijing dice che è “affare interno”.
Il resto del mondo osserva attonito il Drago cinese che stringe le spire sull’isola, e per la prima volta si chiede davvero cosa fare.
E tu?
Come leader della Repubblica Popolare Cinese, come sfruttare la situazione per arrivare alla riunificazione della provincia ribelle con la madrepatria?
Come Comandante del Teatro Militare Orientale (Eastern Military Theater) cinese, come assicurare il mantenimento della quarantena e il rispetto degli ordini ricevuti dall’alto davanti alla probabile risposta di Taiwanesi, Americani e, forse, Giapponesi?
Come governo di Taiwan (e Partito Progressista Democratico), come uscire da quella che si ritiene una trappola di Beijing, mantenere la propria indipendenza e nel contempo evitare una guerra?
Come opposizione taiwanese (basata sul Kuomintang), come riprendere il potere e riportare la situazione a un confronto più sereno evitando scoppi la guerra?
Come governo del Giappone, come evitare che la crisi si allarghi alle isole giapponesi o venga usata come scusa per giustificare l’aggressione contro isole contese?
Come comandante USA dell’INDOPACOM, come evitare una guerra con la Cina, mantenendo però al tempo stesso il ruolo dominante degli USA nel Pacifico?
Che opzioni hai? L’area è tra le più militarizzate al mondo ma nessuno vuole una guerra. Oppure sì?
“The Dragon’s Snare” è il matrix game su un possibile blocco di Taiwan da parte della Cina, parte del progetto “Red Dragon & White Sun: Taiwan 202x” del programma Strategic Horizons del Caffè Geopolitico.
E’ per 6 giocatori (o gruppi/squadre di giocatori). La prima sessione (introduzione e reminder delle regole, primi 1-2 turni) vorrei farla in sincrono su discord sul server di Ludostoria, probabilmente tra gennaio e febbraio. Poi il resto va bene anche in asincrono con turni di 1 settimana circa, inviando le mosse e discutendole sul server nel canale testuale apposito. Sono 6 turni totali, quindi come vedete non è un impegno enorme.
Qualcuno vuole partecipare? Ho già un paio di potenziali adesioni, ma ci sono molti posti liberi. E se fossimo tanti, potrei comunque fare squadre. O, alla peggio, fare due sessioni successive una dopo l’altra.
DISCLAIMER: sentitevi liberi di partecipare per divertimento, interesse o curiosità, non servono esperienze pregresse. Non esitate se avete davvero voglia, vi chiedo solo di partecipare fino alla fine. Oltre all’aspetto ludico, questo progetto vuole anche essere parte di un lavoro di ricerca, pertanto probabilmente quanto fatto verrà poi presentato in articoli o report. Se volete partecipare ma la cosa vi crea problemi fatemelo sapere e troveremo una soluzione.
Immagini: alcuni spoiler della mappa e delle pedine. Poster di propaganda cinese da una recente esercitazione, che sottolineano la necessità di separare/proteggere l’isola da deleterie influenze esterne. Prendeteli come indicatori del “mood” dello scenario.
(E per sapere come è andata, leggete i resoconti del matrix game sul gruppo Facebook “LudoStoria – Giocare con la Storia”)

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