di Luca Fiorentini /

La scorsa sera ho intavolato un gioco, recentemente reso disponibile in Europa in versione “boxed”, della White Dog Games.
“Black Skin Black Shirt: Ethiopia vs. Fascist Italy 1935-1937” è un gioco di guerra solitario con estrazione di gettoni della White Dog Games in cui si gioca nei panni dell’imperatore etiope Haile Selassie I, difendendosi dall’invasione italiana per 28 turni. Le regole si concentrano sulla gestione dei leader regionali “Ras”, sull’organizzazione delle forze partigiane, sulla chiamata alle armi delle truppe e sulla navigazione delle tabelle degli eventi storici.
Il gioco è abbastanza accurato dal punto di vista storico e non è particolarmente complesso.
I componenti del gioco base sono:
  • una mappa di gioco schematica a colori (esiste la possibilità di avere, come ho fatto io, la mappa in formato più grande e stampata su tela…opzione a cui ho aderito non amando le mappe sottili, privilegiando sempre quelle montate, nel caso specifico non disponibile, anche se, in foto, vedete quella su carta leggera compresa nella scatola per poter apprezzare i componenti della scatola);
  • 88 pedine di gioco;
  • foglio con le carte evento;
  • libretto delle regole illustrato a colori di 12 pagine;
  • foglio di aiuto al giocatore (player aid), con le fasi, e schema degli eventi probabili per turno.
Il sistema di gioco: utilizza un sistema di “chit-pull” per dettare le azioni e attivare diversi fronti sul tabellone.
Obiettivo del giocatore, che gioca contro il sistema è impedire la caduta della capitale, Addis Abeba, e respingere le armate italiane. Questo deve essere fatto in un numero di turni definito: il gioco dura 28 turni, con fasi specifiche, ben descritte nel manuale del gioco.
Gli eventi storici sono determinati dai tiri di dado in base al turno corrente, da un pool di eventi selezionati per ciascun turno, al fine di rendere la congruità storica della partita con l’andamento generale del conflitto. Le azioni sono diverse a seconda che siano le forze etiopi o quelle italiane a muovere.
Azioni etiopi: i giocatori devono gestire le risorse per schierare forze d’élite e organizzare la resistenza contro gli invasori italiani.
Azioni italiane: il nemico guidato dal bot utilizza una potenza di fuoco superiore, tra cui gas e bombardamenti aerei, che rappresentano alcune delle peculiarità del conflitto.
Il gioco, se visto anche dal punto di vista politico e non meramente militare come fosse unicamente un ‘wargame’, mette in evidenza il fallito intervento della Società delle Nazioni e la lotta anticoloniale dell’Etiopia rispetto alle forze italiane.
Dal punto di vista militare un ruolo specifico ed azioni particolari sono dedicate alla ‘resistenza Arbegnoch’ che, nell’ambito del conflitto, ha adottato tecniche di insorgenza e guerriglia diffuse su tutto il teatro. Gli Arbegnoch, per i quali il gioco introduce una serie di counters numerati, erano i combattenti della resistenza etiope contro l’occupazione italiana fascista dopo la guerra d’Etiopia (1935-1936). Il termine in amarico significa “patrioti”. Dopo che l’Italia conquistò Addis Abeba nel maggio 1936 e Mussolini proclamò l’“Impero italiano”, l’imperatore Hailé Selassié andò in esilio. Nonostante la fine ufficiale della guerra, molti etiopi continuarono la lotta armata: questi guerriglieri erano gli Arbegnoch. La lotta armata fu condotta con azioni di guerriglia, specialmente nelle aree più rurali e soprattutto montuose, attaccando spesso convogli in movimento. Gli italiani li chiamavano spesso “shifta” (banditi) anche ai fini di una delegittimazione del ruolo. L’organizzazione degli Arbegnoch era fondata su gruppi sparsi di milizie, ciascuno di questi operante sotto le direttive di un leader, tra i quali spiccavano Abebe Aregai (capo della polizia di Addis Abeba e, dopo la guerra, politico e primo ministro dal 1957 al 1960), Belay Zeleke, Haile Mariam Mammo, Hailu Kebede. Nel corso del conflitto si registrarono anche scontri tra milizie. Il loro supporto era affidato alla popolazione locale, con la quale dialogavano attraverso una fitta rete di ‘agenti’ sempre in movimento, anche tra le milizie per un migliore coordinamento e per la definizione congiunta di obbiettivi. L’esercito italiano in tutta risposta si trovò a dover adottare, quali tecniche di contro-insorgenza, grandi operazioni militari anche contro villaggi, al fine di isolare gli Arbegnoch. In violazione della Convenzione di Ginevra (ben citata nel gioco di White Dog) l’esercito italiano impiega anche bombardamenti e gas, quindi armi chimiche lanciate da aeromobili.
Una volta iniziata la seconda guerra mondiale, quindi nel 1940, gli Abergnoch, insieme con le truppe britanniche, intensificarono gli attacchi.
Il gioco è ben documentato e dispone di una serie di riferimenti blbliografici per approfondimenti (fonti in lingua inglese), non è complesso ed è particolarmente rigiocabile. La selezione randomica degli eventi, pur in congruenza con la timeline-storica generale, consente di ottenere una certa variabilità.
White Dog è una casa che ha realizzato una serie di solitari abbastanza semplici ma molto utili per affrontare (anche in gruppo giocando tutti da una stessa parte) alcuni episodi storici importanti, dalla antichità al mondo contemporaneo. Le meccaniche sono spesso molto simili tra loro ma ritengo che questo sia un vantaggio e non uno svantaggio. Una volta investito su di un titolo si è pronti a giocare il successivo della serie, potendosi concentrare di più sulla ricerca storica, sui dettagli e sul tema, piuttosto che sulle meccaniche del titolo, che, in ogni caso, variano di titolo in titolo per rendere meglio alcuni aspetti peculiari dello scenario considerato.
La maggior parte dei giochi è anche disponibile in formato “print-and-play”, il che consente di evitare costi importanti, con un po’ di pazienza. Tra quelli che ho amato maggiormente, dello stesso editore posso segnalare i titoli sulla battaglia di Lewes del 1264, sull’antico Egitto dalla nascita alla caduta, su Gorbachev, sui primi passi della cristianità (il famoso The Mission) e sulle influenze dell’Islam (The First Jihad)….ma, su tutti, il solitario dedicato alla battaglia per Mogadiscio del 1993 (The Mog) ed il titolo sul conflitto in Rhodesia (1966-1980) con il quale ho condotto una ricerca al King’s College e per il quale ho sviluppato una serie di house-rules per far emergere in modo ancora più evidente il ruolo dell’aeronautica.
Buon gioco!

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