di Giuseppe Mangialardi /

Ieri, complice un colpo di coda dell’inverno che ci ha privato del terzo giocatore, invece di incontrarci nelle fredde lande finlandesi (dovevamo fare All Bridges Burning) ci siamo ritrovati nella perfida Albione per un’altra guerra civile, quella tra realisti di Carlo I e i parlamentaristi di Cromwell.
A Very Civil Whist è un gioco relativamente semplice che coniuga il tug-of-war al trick-taking che va tanto di moda. Si gioca con un mazzo di carte da poker dove i semi neri servono al realista e quelli rossi ai parlamentari. I tricks servono a vincere le battaglie su tre tracks che portano a Londra dalla periferia e sul “supporto straniero”, che invece da il vantaggio di scegliere il trump suit (la briscola) as ogni turno. Il twist del gioco è che ci si può “aggiustare” la mano prima di fare le azioni perché si prendono in palio 4 carte sempre tramite trick-taking. Le azioni sono poi corredate da bonus che si possono sbloccare su mappa o tramite carte evento che si giocano all’inizio del turno.
Completano il quadro i leaders, tokens che si piazzano sulle war tracks e che danno potenziamenti delle azioni d’attacco. Un gioco veloce, molto tattico ma che richiede una buona dose di calcolo. Difatti ad ogni turno si giocano tutte le carte del mazzo da poker. È quindi possibile ricostruire molto precisamente la mano dell’avversario ricordandosi di quello che è stato scartato e quello che si ha in mano. Per la cronaca ho liberato l’Inghilterra dalla perfida tirannia di Re Carlo I.
Gioco astratto ma che riprende bene lo spirito del conflitto nel suo tiro alla fune tra le due parti. Dopo A Gest of Robin Hood, Fred Serval dimostra di saperci decisamente fare con i wargame leggeri da due, osando e mescolando meccaniche come mai fatto prima.

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