di Andrea Magno /

Scrive … Hermann [l’autore, NdLudoStoria]

“Spero che vi divertiate a giocare a Race to the Sea 1914. Questo nuovo sistema di gioco è stato introdotto per la prima volta in un wargame sugli zombie che ho realizzato per Tiny Battle Publishing, intitolato Dead Reckoning. Fred Manzo ed io abbiamo ritenuto che il sistema potesse rivelarsi uno strumento eccellente anche per offrire un’esperienza di wargame storico veloce e leggero.
Questo approccio unico presenta uno stile di gioco più “narrativo”, che elimina il “conteggio dei fattori” e le manipolazioni matematiche che spesso producono un gioco impantanato nella paralisi da analisi. Questo aspetto del design è in gran parte influenzato dal mio caro amico, il dottor Harvey Mossman, che da tempo parla con toni poetici della necessità di una tale prospettiva di progettazione dei giochi.
A tal fine, le unità in Race to the Sea 1914 sono classificate in base alle loro caratteristiche generali in specifiche categorie militari, piuttosto che in base a un unico fattore di combattimento.
Inoltre, l’uso delle Carte Risultato Combattimento per risolvere le situazioni di combattimento produce un sistema che non prevede modificatori, né probabilità di combattimento, né consultazioni di tabelle multiple e pochissima matematica.
L’impressione generale è quella di una risoluzione rapida che tiene comunque conto di tutti i fattori e gli elementi necessari che influenzerebbero una situazione di combattimento reale. Inoltre, le carte producono una storia di battaglia credibile che migliora l’esperienza di gioco, piuttosto che limitarsi a fornire un freddo numero.
Questo è quindi il nostro tentativo di adottare tale approccio e abbiamo ritenuto che la cosiddetta “Corsa al mare” sarebbe stata un evento perfetto da simulare con questo sistema.
Per quanto ne so, questa campagna non è mai stata trattata prima come una situazione a sé stante nella progettazione di un gioco ed è davvero una serie affascinante di eventi.
Inserita tra la battaglia dell’Aisne e la prima battaglia di Ypres, è stata in gran parte ignorata o solo rapidamente accennata nei libri di storia.
Eppure il suo significato storico è immenso, essendo l’ultima vera opportunità per entrambe le parti di evitare una guerra prolungata o almeno di posizionarsi meglio in vista del letale stallo che sarebbe seguito.
Speriamo che Race to the Sea 1914 permetta di intravedere ciò che avrebbe potuto accadere, invece di preparare il terreno per tre degli anni più letali e orribili della storia militare.”
E ieri sera ho fatto giocare a Race to the Sea il mio antagonista storico e devo dire il gioco funziona molto bene. Nelle sue dimensioni contenute c’è un notevole condensato di meccaniche gestite con una notevole eleganza … l’iniziativa gestita con una scelta e confronto di carte ci porta poi a fare strategia, non è solo fortuna … la scelta di attaccare con un assalto o con fuoco di artiglieria, ha dietro scelte sulle risorse … i combattimenti senza rapporti di forza e dadi, ma gestiti con carte dove si trovano le condizioni per fare danno o difendersi da questo rende il confronto agile e libera dall’empasse della ricerca del rapporto giusto… il danneggiamento progressivo delle unità non lo vedevo dai tempi di Anzio, aiuta a strutturare le difese e impone economie di recupero e alternanza … le azioni alternate tengono contemporaneità nel gioco … eventi casuali danno brio a tutta la linea … il “big push” impone pianificazione e tempestività …
Una mappina, 20 pedine a testa, 6 carte iniziativa a testa, 12 carte a testa per la risoluzione dei combattimeni … e così tanta ricchezza.
Iniziato all 21:00, ci siamo fermati alle 02:00 senza accorgercene.
Gran bel gioco e gran bel sistema.


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