
di Carlo Fanti e Riccardo Genzone /
Carlo Fanti:
Partita “detox” domenicale con l’amico Riccardo Genzone dopo lo scoppiettante Sabato trascorso all’ Odin Ludopub per il Ludostoricorner di Marzo, bissata in serata da un bel C&C Napoleonics.
Che dire, veramente una bella partita. Il gioco sembra ben calibrato, si affrontano da un lato Anglo-francesi e Russi, dall’altro le Potenze Centrali, Germania e Austria, alle quali si affiancano man mano, secondo un meccanismo ben congegnato, le altre Potenze minori. Meccanica non complessa ma allo stesso gioco ricco di sfumature, derivanti dalle carte scenario e da alcune chicche di dettaglio ( come ad esempio le truppe russe che traggono vantaggio dai periodi invernali). Primi turni molto piacevoli, con i fronti che si aprono per poi chiudersi e riaprirsi dove il nemico resta più scoperto. Poi però, la mobilità si riduce e la dinamica si cristallizza un po’. Diventa così una guerra di attrito e logoramento, rendendo cmq il gioco molto realistico, trattandosi di WW1. Molto bello anche lo sviluppo delle tecnologie, che avanzano di pari passo con le operazioni e lo scorrere delle stagioni.
Due parole sulla partita in se. Dopo la conquista immediata della Serbia (e del Belgio), i tedeschi hanno cercato lo sfondamento lampo ad Est, allo scopo di far capitolare subito i russi per chiudere il fronte e poi concentrare tutte le forze sul fronte Ovest. Obiettivo non raggiunto nonostante la rapida progressione iniziale. Successivamente il grosso delle operazioni si e svolto a Ovest. Verdun e la Somme, inevitabilmente, sono state teatro di vere e proprie carneficine. Altra battaglia tiratissima e prolungata si è svolta, dopo l ingresso in guerra dell’Italia, proprio al confine tra quest’ ultima e l’Austria. Per ben due volte le truppe Austro-Tedesche sono arrivate ad un passo dallo sfondamento. Così come in un altra occasione lo sfondamento è stato sfiorato a Verdun. Successivamente, le truppe degli imperi centrali, ormai impantanate, non hanno più avuto la possibilità di tentare altri sfondamenti sui fronti ormai pesantemente trincerati.
Chiamo in causa Riccardo per la parte alleata ,da lui condotta.
Per quanto mi riguarda vorrò giocare ancora questo bel titolo.
Riccardo Genzone:
Il punto di vista dall’altra parte della barricata:
La guerra inizia violentissima come c’era da aspettarsi.
La Serbia cade nei primi 3 mesi di guerra, spazzata via dai grossi calibri austriaci arrivati sorprendentemente presto sul campo.
In Francia si riesce a contenere l’urto, perdendo solo il Belgio ma c’è un prezzo da pagare: sul fronte orientale la Russia viene martellata dal primo momento (nessuna Tannenberg in questa storia) e viene respinta fino a San Pietroburgo.
Nel 1915 entra presto (ma non prestissimo) l’Italia e il fronte principale diventa quello.
In Russia i tedeschi, soffrendo l’overstretching, vengono arginati e rimandati un po’ in dietro (di certo non fino alla Prussia) e spuntano le prime trincee anche sul fronte orientale (In Francia era già pieno da fine 1914).
Turchia ed Inghilterra si punzecchiano in medio oriente con un leggero vantaggio da parte di quest’ultimi.
Nel 1916 gli imperi centrali accumulano una sorprendente forza sulle alpi, 3/4 dell’esercito austriaco, 2 armate tedesche e persino una Turca (complice l’ingresso della Bulgaria in guerra che ha reso sicuro il fronte sud con la Grecia filo-alleata ma ancora neutrale).
Si resiste sulle Dolomiti, si resiste a Verdun e si prova un diversivo in Belgio.
Il tritacarne, finita la mobilitazione generale, si manifesta in tutta la sua disumanità.
La Russia riprende terreno fino al confine con l’Ungheria, costringendo gli Austriaci e divergere risorse dal fronte Italiano.
L’intolleranza USA nel frattempo sale e raggiunge metà del percorso che la condurrà in guerra.
Perso il momentum degli imperi centrali la pressione sale, si intravede la possibilità di guadagnare occidente…ma per questa partita introduttiva ci si ferma qui.
La prossima partita, con maggiore consapevolezza, si vedrà chi l’avrà vinta!

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